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Wimbledon, Giorgi: «Ho sempre creduto in me, con Serena ci è mancato poco

Camila Giorgi: «Ho sempre creduto in me, con Serena ci è mancato poco»

«In campo non penso molto, lo sapete e non guardavo troppo al punteggio. Cercavo piuttosto di esprimere il mio tennis. Ho servito molto bene, ma probabilmente non ho risposto altrettanto bene. Forse restavo troppo avanti nel campo perché volevo essere aggressiva dal primo colpo. In questo ho sbagliato». Sono le parole dell'azzurra Camila Giorgi dopo il ko nei quarti di finale di Wimbledon con Serena Williams in tre set 3-6, 6-3, 6-4. La miglior Serena post maternità ha battuto la miglior Giorgi di sempre. «Ogni volta che l'affronto -ha sottolineato l'azzurra- lei gioca a questo livello. Ma lo fa con tutte, il che la rende impressionante. Sapevo che non sarebbe stato facile, per questo non sono stata sorpresa dal primo set. Mi sono soltanto detta: ok, giochiamo tre set». Ad ogni modo questi quarti a Wimbledon non glieli può togliere nessuno. È la quinta italiana nei quarti a Wimbledon dopo Lucia Valeri nel 1933, Laura Golarsa nel 1989, Silvia Farina nel 2003 e Francesca Schiavone nel 2009. Eppure all'uscita del campo sembrava rabbuiata. «Perdere non piace a nessuno, neppure se di fronte c'è Serena. Ma non sono affatto arrabbiata», ribatte la Giorgi.

«Ho giocato delle belle partite -aggiunge la Giorgi- ma è dall'inizio dell'anno che sto esprimendo un buon tennis. Non mi sorprende essere a questo punto, sono anni che lavoro per raggiungere questi risultati e ci dovevo arrivare. Ho sempre detto che con la continuità le vittorie sarebbero arrivate. Non a caso quest'anno non mi sono mai fermata per infortunio e si vede. Se stai ferma per parecchie settimane poi è difficile riprendere il ritmo. Ora sono più consistente, più convinta, vado anche a rete per chiudere il punto. La consapevolezza di poter giocare così l'ho sempre avuta, ma non avevo mai avuto l'occasione di dimostrarlo». Di sicuro è più serena dopo che durante i recenti Internazionali BNL d'Italia ha espresso il desiderio di tornare a far parte a pieno titolo della grande famiglia del tennis italiano, dando ovviamente piena disponibilità a rispondere alle convocazioni in Fed Cup. Richiesta che il Presidente Binaghi ha accolto con soddisfazione. «È un momento positivo della mia vita anche fuori dal tennis -quasi si confessa l'azzurra- e questo riflette anche sul campo». Ora l'attende la stagione sul cemento americano con una classifica che ricomincia a sorridere. Era 52 alla vigilia del torneo, salirà in 34esima posizione lunedì prossimo. A meno quattro dal best ranking di numero 30 fatto segnare nell'estate del 2015. E ai prossimi US Open, Slam in cui vanta gli ottavi nel 2013, potrebbe entrare tra le teste di serie. «Sarebbe importante -ammette- comincerò da Washington e giocherò tutti i tornei che precedono gli Us Open».


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