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Morto Daniele Porcu, grande fantino italiano. Aveva solo 34 anni, ippica a lutto

Morto Daniele Porcu

L'ippica piange la prematura scomparsa di Daniele Porcu, trentaquattrenne fantino romano, stroncato l’altro ieri da una crisi cardiorespiratoria. Avrebbe compiuto trentacinque anni a marzo. Da un po’ di tempo, purtroppo, lottava contro un male incurabile e si trovava ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano. Un male che non gli ha lasciato scampo e che lo ha strappato giovanissimo all’affetto della sua famiglia e dei suoi cari. I funerali si terranno lunedì 8 alle ore 9.30 nella parrocchia SS. Giacomo e Filippo a Cornaredo (Milano) dove il fantino abitava con la moglie Selene quando rientrava dalla Germania, dove si era stabilito dal 2009. La salma verrà seppellita a Terni.

 

La prima vittoria il 20 giugno 1999 all'ippodromo Martini di Corridonia nelle Marche, poi una carriera in continua ascesa sino alla decisione di emigrare in Germania vista la grave crisi dell'ippica italiana. Qui Porcu ha corso per molte scuderie di primo piano sino a quando i suoi impegni si sono interrotti per la malattia che lo ha portato via in pochi mesi. Il suo score di vittorie conta 854 affermazioni in 6 differenti Paesi (450 in Italia, 313 in Germania, 52 in Belgio, 24 in Svizzera, 14 in Francia, 1 nel Regno Unito).






Lacrime a Corridonia. Non lo piange solo l’ambiente dell’ippodromo Martini di Corridonia, dove il fantino aveva debuttato alla fine degli anni Novanta e dove aveva conquistato la sua prima vittoria. Ma anche la gente di Corridonia, che aveva imparato a conoscere quel ragazzino, poi cresciuto, sempre sorridente ed educato. «Ho conosciuto Daniele e la sua famiglia - ha ricordato Mariarosa Morici Ilari, che per tanti anni con la sua famiglia ha gestito un bar del centro –. Quando è arrivato a Corridonia Daniele era piccolo ed è proprio qui che ha vinto la sua prima corsa. Lo ricordo come un ragazzo educato, rispettoso, sempre solare. L’ho visto crescere, poi ci siamo persi di vista. Veniva nel mio bar insieme al papà Salvatore, allenatore, e al nonno Angelino. Prima veniva per i tre mesi della stagione estiva. Le abitudini dell’ippica sono dure e non c’è molto spazio per la vita sociale. Ma qui a Corridonia, dove lo conoscevano in molti, Daniele ha lasciato un ricordo bellissimo in tante persone. Non dimenticherò mai quel suo sorriso. Poi, con il tempo, le nostre strade si sono divise e ci siamo persi di vista». Il fantino Daniele Porcu nel 2009 si era trasferito in Germania, dove pure aveva continuato una carriera di vittorie e di successi. Poi, qualche anno più tardi, nel 2017, la scoperta di quel brutto male che lo ha costretto ad abbandonare l’ippica, quell’ambiente dove era cresciuto e al quale, all’età di 16 anni, aveva deciso di dedicare tutto se stesso. Male che lo ha ucciso l’altro ieri. 


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