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Infortuni ed equivoci tattici, Pastore è un caso

Infortuni ed equivoci tattici, Pastore è un caso

Da El Flaco a Er Fiacco. A Roma - nel trovare, storpiare e affibbiare soprannomi più o meno simpatici - si è ancora primi in classifica. Stavolta tocca a Javier Pastore passare per la gogna social che nelle ultime ore è aumentata, visto il misterioso infortunio al solito polpaccio destro dell’argentino. Solito sì, perché è lo stesso che gli ha tolto 100 giorni di attività negli ultimi tre anni. Oltre ai dilemmi tecnico-tattici legati al ruolo e alle polemiche sui costi dell’operazione (sui social c’è pure chi azzarda che ci sia la mano di Qatar Airways dietro l’affare), quindi, si aggiunge la paura sulle condizioni fisiche. Un tema che è stato molto caldo negli ultimi 7 anni in Francia tanto che Dugarry (ex attaccante di Milan e Marsiglia) dichiarò senza peli sulla lingua: «La lista degli infortuni di Pastore è più lunga di quella delle mie partite. Non ho mai visto una cosa del genere». Un’esagerazione? Mica tanto. Secondo i dati raccolti da ForzaRoma.info, infatti, nelle 7 stagioni al Psg, l’argentino è stato in infermeria per un totale di 407 giorni, saltando 76 partite. Facendo un rapido calcolo, si tratta di ben 2 campionati a causa di tutti quegli infortuni che gli sono valsi il soprannome di ‘Uomo di vetro’. Ma passiamo all’odissea del polpaccio destro. I problemi sono iniziati nel dicembre del 2014 quando Pastore saltò 7 partite sul finale di stagione. Le vere rogne iniziano nel 2015-2016. Dopo le prime tre partite di Ligue 1 il polpaccio torna a pizzicare e lo stop sarà lungo due mesi esatti. Poi le cose vanno addirittura peggio: dal 21 gennaio 2016 fino al 13 febbraio 2017, El Flaco resta lontano dal campo per ben 177 giorni e 36 partite a causa di 9 infortuni. Escludendo gli ultimi due mesi di stop dovuti alla rottura del legamento crociato, gli altri giorni (111) in infermeria derivano tutti da problemi muscolari in gran parte al polpaccio.
Nel 2018 stessa solfa. A quel punto il Psg decide di farlo curare all’estero: prima a Madrid e poi in Cina, dal famoso fisioterapista brasiliano Eduardo Santos, luminare del settore che lavora per lo Shanghai e che ha rimesso in piedi David Luiz in tempi record nel 2015. La cura in Cina funziona e, dopo un altro stop tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018, Pastore non si ferma più. Fino a due giorni fa. Dopo le vacanze a Capri, il centrocampista ha sentito ancora quel fastidio ed è corso a Villa Stuart. Semplice affaticamento, trapela. Ma anche ieri l’argentino ha svolto solo lavoro individuale (insieme a Florenzi) e di sicuro non ci sarà col Chievo. Al suo posto giocherà Cristante, pure lui alla ricerca di successo dopo un inizio complicato e la brutta prova in azzurro. 


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