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Paola Ferrari: «E ora il calcio va in vacanza...colpa di Ventura, una sciagura. Spero cambi mestiere»

Paola Ferrari, 57 anni

Paola Ferrari, il campionato è finito. Ora vacanze
«Ci sono i Mondiali, ma per la prima volta dopo diversi anni non potrò seguirli in diretta da conduttrice o inviata. Mi fa strano».

Già. Le partite sono un'esclusiva Mediaset e l'Italia non c'è.
«La mancanza degli Azzurri ha costretto la Rai a fare scelte diverse. In bocca al lupo ai colleghi di Mediaset perché raccontare un Mondiale è una grande emozione».

Per caso le viene in mente Ventura?
«Una sciagura per il Paese. È come sparare sull'ambulanza. È impensabile che l'Italia non debba partecipare al Mondiale. E visto che non vivo di buonismo dico che se fossi in lui cambierei mestiere».

Forse anche la rosa non era delle migliori.
«Il calcio italiano vanta ottimi giovani. È stato Ventura a non saperli mettere nei ruoli giusti».

Ora arriva Mancini.
«Non ero una sua tifosa come ct. Preferivo Conte e Ancelotti. Però mi ha conquistato con quella dedica ai genitori. Ha rinunciato a tanti soldi per avere la Nazionale. Sono contenta per Balotelli: gli va data un'altra occasione».

Torniamo al campionato.
«Mi sono divertita vedendo anche il Benevento, il Crotone di Walter e la Spal per cui tifavo da piccolina. La Juve dopo la sconfitta col Napoli sembrava tramortita e invece ha reagito alla grande».

Merito di Allegri?
«Anche. Tecnicamente non si discute, ma non ho capito che tipo di allenatore sia nello spogliatoio. Forse troppo litigioso. L'anno scorso il caso Bonucci, quest'anno Dybala. La verità è che la Juve ha dei professionisti impeccabili. A gennaio sono andata alle Maldive e in vacanza c'erano Barzagli e Marchisio. Ebbene non c'era giorno che pure alle Maldive non si allenassero più volte. Se vuoi stare a certi livelli occorrono sacrifici».

E dopo Totti anche Buffon saluta la Serie A.
«Avrei voluto che Totti continuasse a giocare a Miami. Buffon è come se avesse avuto due vite. Da ragazzo era un pazzo scatenato poi è diventato un simbolo. Però quella caduta di stile con l'arbitro a Madrid è uno scivolone gravissimo».

I suoi amori calcistici?
«Rivera, Baggio e soprattutto Totti. Ma come bellezza Marco Van Basten non si discute: è il numero 1».

La Rai torna competitiva. Dopo Nazionale e Coppa Italia ecco la Champions.
«Bisogna saperla valorizzare con gli spazi giusti. È un evento straordinario».

Perché 90' Minuto va meglio della Ds?
«Non sta a me dirlo. Stagione ottima per gli ascolti. Molto spesso share in doppia cifra, nonostante la partita delle ore 18 in contemporanea. Siamo una buona squadra. L'ironia non manca, conservando però sempre l'autorevolezza. Comunque, la mia Ds era imbattibile con Gene Gnocchi, quel rompi di Collovati, quel saputo di Zazzaroni e quel papà buono di Mondonico, che adesso purtroppo non c'è più».


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