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Napoli-Benevento, il derby
campano è già una sfida chiave

Napoli-Benevento, alle 15 il derby:
tra Sarri e Baroni è già sfida chiave

Riecco trent'anni dopo il derby campano di serie A: l'ultimo il 4-0 del Napoli di Maradona all'Avellino il 13 febbraio 2017. Una data storica per il Benevento al primo campionato di massima serie, questa trasferta al San Paolo è una data comunque da cerchiare sul calendario del club sannita. Una sfida già importantissima per tutte e due: gli azzurri devono rialzare la testa dopo il ko in Champions, i giallorossi sono a caccia dei primi punti dopo tre sconfitte consecutive.

Scudetto e salvezza. Napoli primo, Benevento ultimo: obiettivi totalmente diversi. Gli azzurri inseguono lo scudetto e per riuscirci davvero devono correre sempre forte, finora in campionato ci sono riusciti con tre vittorie su tre. Ovvio che non possono concedersi frenate soprattutto in partite contro le piccole, quelle che negli anni scorsi sono costate punti pesantissimi ai fini della corsa tricolore. Vincere, quindi, per raggiungere l'Inter in testa e sapendo già il risultato della Juve impegnata nell'anticipo all'ora di pranzo a Reggio Emilia con il Sassuolo. Lo scudetto del Benevento si chiamerebbe salvezza: il cammino in tal senso è cominciato decisamente in salita con tre sconfitte consecutive anche se i giallorossi sono stati sempre puniti ben oltre i propri demeriti. Cominciare a cambiare il trend proprio al San Paolo non è impresa delle più semplici ma Baroni, dove qua vinse da calciatore lo scudetto con il Napoli segnando il gol decisivo contro la Lazio, stavolta più che mai insegue oltre a una bella prestazione soprattutto un risultato positivo.

Filosofie di attacco. Filosofie simili quelle di Sarri e Baroni. La loro idea è quella di un calcio d'attacco, creativo e non speculativo, alla base c'è la ricerca del risultato attraverso il bel gioco. Il tecnico toscano è così che ha costruito un grande Napoli che però proprio in quest'ultima fase non sta vivendo un periodo brillante a livello di prestazioni e contro lo Shakhtar in Champions League ha incassato la prima sconfitta della stagione. Baroni ha realizzato così l'anno scorso l'impresa della promozione in A del Benevento impostando sia in casa che fuori sempre partite per vincere ed è ripartito con questo progetto ma in massima serie dove conta soprattutto la qualità è molto più dura.
Le scelte. Sarri cambierà qualcosa rispetto alla trasferta di Champions League in Ucraina: rientri annunciati di Allan, Jorginho e Mertens, possibile anche l'inserimento in difesa di Maggio in ballottaggio con Hysaj. Baroni cambia quattro pedine rispetto alla squadra beffata nell'ultimo minuto di recupero dal Torino e complici gli infortuni di Ciciretti, D'Alessandro e Iemmello presenterà una formazione più accorta: tre cambi obbligati quindi con gli inserimenti di Lombardi, Lazaar e Armenteros, un altro (Chibsah per Memushaj) per motivi tattici e cioè un centrale più di gamba. In campo dall'inizio, quindi, altri due acquisti di gennaio: il giovane esterno Lombardi proveniente dalla Lazio e l'attaccante svedese Armenteros.

L'approccio. Buona la prevendita, previsti 45mila spettatori al San Paolo (1100 i beneventani) per il derby, prima partita che sia gli azzurri che i giallorossi giocheranno alle 15. Il tour de force prosegue per il Napoli, la terza partita in una settimana: ora ne sono in programma quattro nei prossimi quindici. In campo ogni tre giorni, importante la tenuta fisica e psicologica: Sarri si attende una risposta importante a livello mentale dopo il calo d'intensità fatto registrare dopo il playoff di Champions vinto contro il Nizza. Ritrovare la ferocia agonistica e la voglia di arrivare sempre primi sul pallone per poi comandare la partita: il Napoli deve riacquistare in pieno la sua identità smarrita contro Atalanta e Bologna (partite poi messe a posto nella ripresa) e lo Shakhtar in Champions League. Fondamentale sarà l'approccio giusto alla partita, guai a concedere ancora troppo in avvio e a regalare il primo tempo agli avversari.

In attacco. Attesissimo Mertens che torna da centravanti, laddove in questa fase più che mai fa la differenza: in Ucraina la sua assenza si è avvertita in maniera pesantissima. Gioca dall'inizio e insegue il terzo gol in campionato, dopo quelli all'Atalanta e al Bologna e al Nizza nel playoff di andata di Champions. Nel Benevento invece c'è curiosità per l'esordio di Armenteros, lo svedese di origini cubane, dal sinistro forte e preciso.


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