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Riforma dello Sport, Malagò: «E' un'occupazione del comitato olimpico italiano»

Riforma dello Sport, Malagò: «E' un'occupazione del comitato olimpico italiano. Il problema è mostruoso»

La polemica non si placa, anzi continua. Malagò rilancia sul sottosegretario Giorgetti. «C'è una precisa, fortissima volontà della politica di oggi di trasformare il Comitato, il più prestigioso al mondo». Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, rivolgendosi ai membri del Consiglio nazionale in riferimento alla riforma del Coni contenuta nella bozza della manovra. Con la riforma «diventa l'ultimo comitato olimpico del mondo, questo è sicuro, certificato, matematico. Conosco perfettamente la materia: nessun comitato al mondo si occupa solo della preparazione olimpica. Con la riforma «diventa l'ultimo comitato olimpico del mondo, questo è sicuro, certificato, matematico. Conosco perfettamente la materia: nessun comitato al mondo si occupa solo della preparazione olimpica. Tra i comitati olimpici - ha proseguito poi Malagò - ce ne sono alcuni che hanno meno di 41 milioni di euro, ma c'è un dato di fatto: nessuno di questi ha una situazione in cui il Comitato olimpico si dovrebbe occupare solo della parte riguardante la preparazione olimpica. Il Coni così si ridurrebbe a una bellissima agenzia di viaggi che ogni due anni organizza le Olimpiadi».

«Se questa riforma fosse iniziata a fine 2019 mi sarei dimesso contestualmente. E se dico che mi dimetto mi dimetto, ma io non abbandono la mia barca a cinque mesi dalle Olimpiadi. Non lo faccio, ma c'è una profonda
illogicità in questo documento»Abbiamo fatto notare - ha poi precisato Malagò - che questa riforma non è applicabile nel 2019 e ci è stato risposto che è per il 2020: peggio mi sento, nell'anno delle Olimpiadi. Io sono stato eletto per essere presidente di un altro Coni: questo Coni (come previsto dalla nuova legge, ndr) non lo accetto. Il problema è mostruoso, clamoroso». «È un problema - ha concluso nel suo discorso durato quasi un'ora - che nessuno dei qui presenti e degli altri stakeholder meritava. Non so cosa succederà. Ci aggiorneremo il più possibile e oggi oltre a dire viva lo sport e viva l'Italia, dico anche viva il Coni».


«Come si può pensare di creare una società e chiamarla 'Sport e Salutè? Se clicchi su internet è tutto un proliferare di massaggi e centri benessere. Io devo rinunciare al tricolore e ai cinque cerchi del Coni, il marchio forse più prestigioso al mondo dopo la Ferrari, per il marchio 'Sport e Salutè? Ma vi rendete conto o no?». È lo sfogo del presidente del Coni, Giovanni Malagò, che ha riscosso una standing ovation dal Consiglio nazionale in corso. «Ma bisogna rimanere ragionevoli, realisti - ha quindi proseguito Malagò riprendendo la parola - non si devono fare battaglie inutili. Non c'è nessuna guerra. Ma non possiamo, in modo corretto, educato ed elegante, non raccontare la storia».


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