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"Fascia tosta", guerra tra Lega e Fiorentina

Fascia tosta, guerra tra Lega e Fiorentina

Da Coverciano, Cristiano Biraghi affonda il tackle: «La fascia da capitano per Davide Astori non si tocca. Se il giudice sportivo ci multerà, allora pagheremo le multe». L’azzurro e terzino della Fiorentina punta i piedi andando a ingrossare le fila di tutti quelli che la decisione della Lega di vietare le fasce da capitano personalizzate l’hanno digerita mal volentieri, o proprio non la mandano giù.
La Lega di Serie A ha infatti formalizzato la regola: «divieto assoluto di modificare l’uniforme di gioco durante le competizioni ufficiali, compreso la suddetta fascia. Da quest’anno ne sarà fornita, ad ogni capitano, una uguale per tutti, bianca, larga circa dieci centimetri e con i bordi, il logo e la scritta “capitano” in blu oltremare». Non sono mancate da subito le polemiche e, soprattutto, le trasgressioni. Partendo infatti dalle volontarie inadempienze ad inizio campionato da parte di De Rossi e di Gomez, che hanno rispettivamente indossato, il primo, una fascia dedicata ai tifosi della Roma e, l’altro, una delle sue personali giustificandosi con l’impossibilità di vestire quella imposta perché troppo larga al braccio. Ma in molti, tra giocatori e club, sembrano voler andare contro il nuovo look da adottare. Altro esempio, sostenuto da società e tifosi, è proprio quello di cui parla Biraghi e che Pezzella, capitano Viola, ha indossato per omaggiare Astori morto nella notte del 4 marzo scorso.
La Lega però non torna indietro ed anzi il Giudice sportivo minaccia sanzioni per chi, dalla prossima giornata, non porterà la fascia d’ordinanza. Questa decisione, presa sulla scia delle già sperimentate esperienze nelle competizioni Uefa e Premier League, ha l’obiettivo di attuare una semplificazione sia stilistica sia organizzativa. Le fasce personalizzate dovevano infatti essere autorizzate perché potevano contenere simboli o messaggi “politicamente scorretti”: l’iter, se moltiplicato per tutti i capitani, comportava una mole di lavoro non indifferente. Inoltre si è voluto tornare alle origini, a quando la fascia da capitano non era un modo di espressione individualistico bensì un punto di riferimento che rappresentava in primis la società e la squadra piuttosto che la singola persona. Ultimo motivo, non meno importante, è che si stava rendendo sempre più difficoltosa la sua individuazione, a causa dei colori variopinti e dei disegni utilizzati, durante il gioco.


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