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Chievo-Inter 1-2: Icardi-Perisic gol, ma Spalletti ringrazia Handa e...Tomovic

Chievo-Inter 1-2: Icardi-Perisic gol, ma Spalletti ringrazia Handa e...Tomovic

Sempre loro, Icardi e Perisic. Ventisei e undici gol stagionali, 37 sui 56 dell’Inter, il 66 per cento del fatturato offensivo. Finché non pungono quei due, l’Inter di Verona si fa leggere dal catenaccio del Chievo (solo +2 sulla zona rossa, ma in crescita) come un libro aperto. Anzi, se la rischia pure. Affidandosi ad Handanovic, prima, per tenere lo 0-0, e all’opaca mira dei veronesi, nel finale, per tenere il 2-1. Lenta, scontata. Preda, per un tempo almeno, di tutti quei difetti tipici acuiti, senza palla, dall’assenza debilitante di Gagliardini. Raccontare l’Inter che vince significa raccontare anche l’Inter che non convince. Quella che va all’intervallo senza praticamente aver giocato, più le volte in cui Spalletti scuoteva la testa che quelle in cui Icardi era raggiunto da un buon passaggio filtrante. Dolori a centrocampo, soprattutto: Rafinha sulle gambe, Karamoh spento, reparto più in generale che non si buttava negli spazi. Il filtro di Gagliardini, per quasi un’ora, è stato fatto rimpiangere dall’insicurezza di Borja Valero e Brozovic. Tre parate pesanti di Handanovic (Giaccherini, Cacciatore, Pucciarelli), nessuna di Sorrentino, graziato a metà frazione da Perisic.

A quell’andazzo lì, l’Inter ha dato una piccola svolta al rientro in campo, trovando un gol estemporaneo che l’ha in parte svegliata. Un gol, l’1-0 (validato dal Var dopo l’iniziale valutazione di fuorigioco) nato da un tentativo da lontano di Brozovic e corretto dopo la parata di Sorrentino da D’Ambrosio, bravo a pescare Icardi. Un gol che ha dato a quelli di Spalletti la serenità per ritagliarsi – è successo tutto in dieci minuti – uno dei pochi momenti di vero gioco palla a terra, parliamo dello stretto fraseggio che ha messo Perisic nelle condizioni di dire 2-0. Il fatto poi di aver sofferto sino alla fine, concedendo al Chievo l’affondo del 2-1 e l’occasione con Tomovic di pareggiarla sul gong, dà l’idea del chiaroscuro nerazzurro in riva all’Adige. Tanti solisti, spartito decisamente migliorabile, l’Inter torna da Verona lasciando quel tipo di sensazione. Oltre alla domanda: come sarebbe finita se anziché il Chievo ci fosse stata, di fronte, un’avversaria più cinica? In chiusura, la buona notizia per Spalletti, oltre al successo che permette di stare alle calcagna di Lazio e Roma, sono i venti minuti finali giocati da Vecino. È lui che può tamponare l’assenza di Gagliardini, per caratteristiche. E dell’uruguagio in condizione, contro la Juventus, l’Inter avrà un gran bisogno. 


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