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Maurizia Cacciatori: «Io pallavolista nel cuore, altro che sex symbol»

La Cacciatori: Io pallavolista nel cuore, altro che sex symbol

Non chiamatela sex symbol, non vi risponderà. Ha giocato e vinto tanto, è stata una grande campionessa e, da buona toscana, lo rivendica da sempre, anche adesso che ha 45 anni. 
Maurizia Cacciatori è la giocatrice italiana di pallavolo più famosa di sempre, davvero solo per il talento di atleta?
«Lo sono perché ho giocato e vinto tanto, non per la bellezza e per il mio fisico. Anzi, dei complimenti non mi è mai importato nulla. Ho pensato solo alla pallavolo e a essere perfetta in campo».
Eppure milioni di italiani si sono innamorati di lei quando giocava e vinceva scudetti e coppe in Italia e in Europa.
«L’Italia del volley femminile era forte e lo è anche oggi. Eravamo brave e vincenti. Forse una cosa posso ammetterla: con la nostra avvenenza siamo riuscite a imporci all’attenzione dei media in un periodo in cui la nazionale maschile del volley vinceva praticamente tutto».
Nel libro Senza rete oggi in uscita, edito da Roiedizioni e primo lavoro di una nuova collana firmata dall’ex calciatore azzurro Demetrio Albertini, Maurizia Cacciatori prova a raccontare la vita avventurosa e intensa vissuta per anni. Ci è riuscita?
«Lo diranno i lettori, però a me il libro è piaciuto tantissimo. L’ho scritto di notte, l’ho fatto per lasciare qualcosa di me ai miei figli che non mi hanno vista giocare. Sono stata vera, come nella vita, dalla prima all’ultima parola».
E svela anche qualche piccolo segreto.
«Racconto qualcosa in più della mia vita privata e anche le mie fughe dai ritiri della Nazionale. Ho rischiato e forse mi sono fatta qualche nemico. Ma le fughe non le fanno solo i calciatori».
Scappatelle per passione o per amore di un uomo?
«Niente di ciò, ma solo perché sono curiosa, birichina e toscanaccia. Non mi andava di perdermi le cose belle di una città. Per esempio a Tokyo, dove le notti sono incredibili. Hai presente le notti nel film Last in translation di Sofia Coppola? Ecco, quelle».
Maurizia in amore: prima storie turbolente, poi la serenità, la famiglia, due meravigliosi figli.
«L’allusione è per il matrimonio con Pozzecco saltato quasi sull’altare? Ho avuto coraggio ma andava fatto. E poi, se lo vedete, ditegli: gli ho fatto un piacere a non sposarlo».


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