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Froome re a Parigi per la quarta volta: "La più difficile". Aru senza rimpianti: "Ci riproverò"

Froome re a Parigi per la quarta volta: La più difficile. Aru senza rimpianti: Ci riproverò

Passerella a Parigi per Re Chris Froome, che conquista il Tour de France per la quarta volta in carriera. Una vittoria, non un trionfo quello del britannico, che stavolta non ha entusiasmato il pubblico francese: nessun successo di tappa, nessuno scatto dei suoi, è solo stato il più regolare del gruppo, segno che stavolta come non mai l'occasione per gli altri era ghiotta ma non è stata sfruttata. Merito però di una squadra, la Sky, davvero di prim'ordine, capace di controllare la corsa riducendo al minimo i pericoli per il proprio capitano. Anche se ad insediare Froome è stato anche un compagno come Landa, giunto per un solo secondo ai piedi del podio e che magari libero da ordini di scuderia chissà cosa avrebbe potuto fare. 

«E' una sensazione favolosa, non mi delude mai arrivare sui Campi Elisi - ha detto il britannico al termine dell'ultima tappa -. In queste tre settimane di corsa si pensa solo ad arrivare qui e sono felicissimo di aver vinto per la quarta volta. Ogni volta è diverso, forse questo è stato il più difficile, gli avversari erano più vicini. Sono fiero di restare nella storia del Tour». 

Masticano amaro dunque i rivali, da Uran (2° a 54) al fenomeno di casa Bardet (3° a 2'20). Più di tutti forse Fabio Aru, che porta a casa una vittoria di tappa, due giorni in maglia gialla, ma anche un'ultima settimana sofferta a causa della bronchite che ha fatto perdere al sardo la possibilità di lottare davvero per un risultato storico. Ma il corridore dell'Astana non si abbatte e rilancia: «Visto come è andato l'inizio di stagione, è un quinto posto che vale. Rispetto all'anno scorso ho fatto un grande passo in avanti, sia in classifica, sia sotto il profilo dell'esperienza. Tornerò presto al Tour».

Chissà che il prossimo anno non possa essere quello buono, magari con una squadra diversa (la UAE di Saronni?) che riesca a supportare le qualità di Aru. Intanto si archivia l'edizione 2017 con la vittoria a Parigi nell'ultima volata dell'olandese Groenewegen, che ha battuto i big rimasti come Greipel, Boasson Hagen, Bouhanni, Kristoff e Bozic. E ora appuntamento al 19 agosto con la Vuelta di Spagna, dove potrebbe però ripetersi il duello Froome-Aru: il britannico infatti punta al successo dopo tre secondi posti (2011, 2014, 2016), mentre l'italiano ha trionfato nel 2015. 


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