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Tavecchio, Lotti non chiede le dimissioni per evitare le sanzioni di Cio e Fifa

Tavecchio, Lotti non chiede l’addio per evitare le sanzioni di Cio e Fifa

C’è una ragione del silenzio del ministro dello Sport sul destino di Carlo Tavecchio e di Giampiero Ventura. Luca Lotti, dopo la storica eliminazione della nazionale di calcio dalla fase finale dei mondiali in Russia 2018, ha implicitamente fatto capire che gradirebbe un passo indietro del presidente della Federcalcio e del commissario tecnico: “Il calcio va rifondato del tutto”. Insomma, azzerato. Se il ministro non si è spinto più avanti, usando le parole del presidente del Coni Giovanni Malagò (“se fossi Tavecchio mi dimetterei”), è perché le regole internazionali sportive vietano nel modo più assoluto le ingerenze dei governi nelle vicende delle nazionali. Qualsiasi intervento diretto decreta infatti la sospensione automatica dalle competizioni internazionali delle squadre nazionali. E’ accaduto al Kuwait nel 2015 dopo un rude intervento del loro ministro dello sport, tant’è che nessun cittadino di quel Paese poté andare alle ultime Olimpiadi sotto la bandiera del Kuwait. 


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1 di 1 commenti presenti
marko68
2017-11-15 16:07:20
Il nostr sistema calcio é ampiamente inferiore a qualsiasi nazione europea al momento, Svezia e Svizzera comprese. Ho visto scuole calcio molto meglio delle nostre persino in Africa. Ma stiamo scherzando o cosa? In Italia mancano le strutture, i soldi e soprattutto le persone competenti di calcio alla base di tutto il sistema. Troppe volte allenatori,direttori sportivi e talent scout, soprattutto nel settore giovanile, sono azzeccagarbugli all'italiana che si sono inventati un mestiere. Manca l'educazione alla base dello sport, manca la cultura che dovrebbe formare il calciatore come uomo prima ancora che come atleta. Esiste solo la cultura e sottocultura "balotelliana" dei soldi a tutti i costi. Troppi giovani spacciati per campioni e veri campioni troppe volte dimenticati o sottovalutati. La mentalità italiana di base alla società contemporanea che porta il paese allo sbando si riflette pienamente nel calcio. Si dovrebbe ricominciare tutto da zero. Tabula rasa, con un bell'elettroshock per tutti. Basta con il clientelismo, con il pressapochismo con l'ultra esposizione mediatica con l'improvvisazione e l'invenzione. A partire dal gradino più basso, a partire dal l'educazione di chi i campioni li deve trovare, formare ed educare. Perché senza preparazione non si può preparare. Quindi si solo a professionisti veri e qualificati, a scuole non DI calcio ma SUL calcio, dove chi dovrà crescere i nostri calciatori come atleti e uomini venga istruito, seguito e altamente qualificato

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