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Lazio, Strakosha ha convinto tutti: ora è il titolare (con merito)

Thomas Strakosha

Da perfetto sconosciuto alla Salernitana a protagonista con la Lazio. In un anno la vita di Strakosha è radicalmente cambiata. Potere del calcio, dove un giorno sei da buttare e l'altro ti ritrovi protagonista. Ed è proprio questa la bella favola di Thomas, 22 anni compiuti due giorni fa, una delle tante scoperte di Inzaghi.

Tare lo pesca in Grecia nel 2012. «Lo avrà preso perché è albanese come lui» sussurrano i maligni. A Strakosha interessano poco le chiacchiere, sa bene che questa è l'occasione che aspetta da una vita e vuole sfruttarla. E' senza grilli per la testa, taciturno e gira sempre con le cuffie per ascoltare musica. In testa ha solo il calcio. Basta guardare il suo profilo Instagram per capirlo. Della sua vita privata nemmeno l'ombra, se non qualche foto con l'inseparabile fratello Dimitri (attaccante dell'Himara, seconda divisione albanese), nelle foto compare spesso il padre. Già, Fotaq Strakosha, un passato da portiere che con la Nazionale albanese ha collezionato 73 presenze. Una specie di mito in patria. «E' stato grazie a lui che mi sono appassionato» ripete fino all'ossessione Thomas che in una recente intervista ha ricordato: «Iniziai presto, già a 4 anni. Ho sempre interpretato il ruolo del portiere, mi affascinano le responsabilità che ne derivano: puoi essere decisivo positivamente o negativamente e questo mi carica».

Al suo primo anno va in Primavera, con Simone Inzaghi in panchina, e toglie subito il posto a Carfagna. Dopo aver vinto una coppia Italia e uno scudetto, la società decide di mandarlo in prestito alla Salernitana dove però non convince. La Lazio crede in lui, lo richiama e lo mette nelle sapienti mani di Grigioni, storico preparatore dei portieri biancocelesti. Vargic, acquistato come secondo, convince poco, così Strakosha si guadagna i gradi di vice Marchetti. Esordio con il Milan da dimenticare (Lazio sconfitta 2-0), complice l'infortunio del numero uno veneto trova la giusta continuità e diventa subito protagonista. A parlare sono i numeri: nelle ultime sette gare da titolare appena 3 gol subiti e porta inviolata in ben quattro occasioni. Ciliegina sulla torta la convocazione con la nazionale maggiore. «Potrebbe anche giocare titolare» ha ammesso il ct De Biasi che deve fare i conti con diverse assenze. A quel punto il suo sogno si trasformerebbe in realtà.


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