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Inter, il segreto è la difesa: così Spalletti ha trasformato un colabrodo in un bunker

Inter, il segreto è la difesa: così Spalletti ha trasformato un colabrodo in un bunker

 Da banda del buco a difesa top: in 4 mesi la metamorfosi di Miranda&friends. Forse non è il dato che più balza agli occhi dell'Inter di Spalletti, trascinata dai gol di Icardi e Perisic, on fire' e sotto i riflettori per tutti. Ma, dalle parti di Appiano, la grande novità è il rendimento del pacchetto arretrato nerazzurro, inversamente proporzionale al recente passato e al primo posto della classifica provvisoria con il Torino. 

Dai 49 gol subiti (in 38 gare) nell'ultimo campionato, e ad un ruolino di marcia poco edificante di 1,28 reti a gara, Miranda e compagni sono passati infatti ad un solo gol incassato in questo avvio di stagione, capitolando unicamente al cospetto della Roma e di Edin Dzeko, capocannoniere uscente, e mettendo in cascina già due clean sheet con Fiorentina e Spal, dopo un'estate senza colpo subire (o quasi: in 6 partite di pre-season solo 2 gol al passivo) contro le big d'Europa. Su tutti svetta Milan Skriniar, il gigante slovacco, accolto con ironia (vedi il nome) e diffidenza per i soldi spesi (quasi 35 mln, tra fisso-10-, bonus- altri 10- e Caprari, valutato 15, in contropartita), ma già nuovo idolo dei tifosi e punto di riferimento per Spalletti e per i compagni di reparto. 

Con l'ex sampdoriano, è tornato infatti ai livelli di due anni fa anche Joao Miranda, rigenerato dalla cura Spalletti e dalla presenza di un centrale complementare, per caratteristiche tecniche e fisiche. L'unico neo è la coperta corta in mezzo, con Ranocchia e il baby talento Zinho Vanheusden come uniche alternative ai titolari, ma una lacuna che potrebbe essere già colmata a gennaio (tra i monitorati Christensen del Chelsea, Gimenez dell'Atletico e Benkovic della Dinamo Zagabria), alla riapertura del mercato. Sulle fasce, in attesa di Cancelo (rientro a metà ottobre), da rivedere Dalbert Henrique, col freno a mano contro la Spal e più a suo agio in chiusura che in fase di spinta, il suo pregio. Ma, con Nagatomo in alternativa, e D'Ambrosio a destra, Spalletti può contare sull'esperienza e fare le cose con calma e con i giusti tempi. Per Dalbert, probabile una nuova chance già sabato a Crotone. 


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