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Donnarumma, la curva sud del Milan gli tende la mano: "Ma devi mollare Raiola"

Donnarumma, la curva sud del Milan gli tende la mano: Ma devi mollare Raiola

«Rifletti su ciò di cui ti sei privato, possiamo rifarci. Ma devi mollare Raiola». È questo, in estrema sintesi, il lungo messaggio della curva del Milan a Gigio Donnarumma. In un comunicato, l'ala più estrema del tifo rossonero attacca duramente il procuratore del portiere, accusandolo di avere spinto il giovane giocatore a «farsi del male, rovinandogli l'immagine». Ma dopo avere preso le distanze dalle minacce al portiere «che nulla hanno a che fare con la nostra presa di posizione» lasciano una porta aperta a una riconciliazione, a condizione di un suo divorzio dallo stesso Raiola.

«Dopo Mattarella il 31 dicembre è la volta di Mino Raiola a reti unificate su tutti i canali sportivi», esordisce la curva Sud riferendosi alle dichiarazioni rilasciate ai media dall'agente. «Ci appare strano sentire pronunciare parole come 'clima ostilè, 'forzaturè e 'minaccè che traslati economicamente hanno un valore di 25 mln in 5 anni, fascia di capitano e circa 6 mesi di riflessioni per poi arrivare a giugno e dire che gli hanno messo fretta», aggiunge il gruppo di ultrà, prima di ricordare a Donnarumma che «è il primo giocatore del Milan, dopo anni, a ricevere un coro personalizzato dai tifosi».

La curva rossonera fa poi gli esempi di Francesco Totti («Ci appare strano come solo pochi giorni dopo il suo addio, in lacrime davanti ai suoi tifosi, un ragazzo di soli 18 anni possa preferire il denaro all'essere osannato come Dio dal suo popolo») e Marek Hamsik («Non ci appare strano che chi bandiera voleva esserlo davvero si sia allontanato da questo personaggio, diventando capitano della società che ha scelto di amare»).

E dopo avere ringraziato chi «sta lavorando per il bene del Milan ed ha fatto tornare gente con valori rossoneri in società», conclude: «Sui social molto probabilmente la mano è stata molto caricata, e ovviamente non riteniamo corrette le eventuali minacce, che nulla hanno a che fare con la nostra presa di posizione. Crediamo possa ancora esserci la possibilità di rifarsi, ma è ormai legata all'estromissione dai suoi affari di chi lo ha spinto a farsi del male, rovinandogli l'immagine. I calciatori passano, noi ed il Milan restiamo sempre». 


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