LA SEXY SCIATRICE LINDSEY VONN: "ERO DEPRESSA, MI SENTIVO UNO ZOMBIE" -FOTO
ALTRISPORT
ROMA - È considerata la regina delle nevi, Lindsey Vonn. Eppure, bellezza, tecnica, successo non l'hanno resa invulnerabile al cospetto del male oscuro, la depressione. La Barbie del Circo bianco, due ori mondiali e uno olimpico, dominatrice delle ultime stagioni di coppa del mondo, divisa tra piste e passerelle, podi e copertine patinate, dopo il misterioso ricovero in ospedale a Vail e il suo ritorno alle gare (a suon di vittorie, naturalmente), ha rivelato alla rivista People di aver sofferto di depressione ed ancor oggi prende medicine. Nella favola della bella americana, fisico statuario e gambe da campionessa di razza viste le quattro coppe di cristallo sollevate al cielo, 57 successi in Coppa del Mondo, ad un passo dal record assoluto di trionfi (62, che appartiene all'austriaca Annemarie Moser-Pr”ll), e la voglia di gareggiare con gli uomini, qualcosa è andato storto: a cominciare dai sentimenti.

IL MOMENTO BUIO La separazione dal marito, lo sciatore Thomas Vonn di cui Lindsey Kildow ha voluto conservare il cognome, proprio un anno fa. «Tutto quello che riguarda la mia vita sembra perfetto, se visto dal di fuori: ma ho le mie difficoltà, come tutti al mondo», ha raccontato l'americana. «C'è stato un momento nel 2008 - ha aggiunto - nel quale mi sono sentita senza speranza, come uno zombie: non riuscivo a muovermi dal mio letto». Da un anno a questa parte, e cioè dal divorzio in poi, la bella Lindsay racconta che le cose «però vanno molto meglio». «Mi sento come se dovessi liberarmi di un peso al cuore - - le parole della Vonn che dopo il divorzio dal marito ha recuperato il rapporto con il padre - Finalmente tutte le parti della mia vita sono in sincrono, mi accetto per come sono e sono capace di guardare avanti». Perfezionismo e atteggiamento mentale spiccatamente competitivo, essenziali per raggiungere il successo, possono diventare un ostacolo nella vita quotidiana oltre lo sport di elite.

LA DEPRESSIONE E la depressione è in agguato. Prima di Lindsey Vonn, a parlarne apertamente era stato Ian Thorpe. Il pluriolimpionico australiano di nuoto nella sua autobiografia ha confessato di aver pensato al suicidio. Un male oscuro che, per diversi mesi del 2004, colpì Gigi Buffon e con cui è ora alle prese l'ex romanista Gaetano D'Agostino, 'fermo ai box' al Siena. Il portiere di Juventus e Nazionale ne parlò anni dopo, raccontando come ne era brillantemente uscito. E descrisse quanto l'aveva colpito la vicenda del 'collegà tedesco Robert Enke, suicida dopo anni di fragilità psicologica. Suicida anche lui per la depressione, nel suo caso provocata da problemi coniugali, è stato il ct del Galles del calcio Gary Speed. Che sia la depressione il primo nemico di Adriano lo ha confessato lo stesso centravanti brasiliano. Da Imperatore lo ha trasformato in un obeso alle prese con gravi problemi di alcol. Ha cominciato a stare male da quando ha perso il padre, al quale era legatissimo. Dal calcio di alto livello si è dovuto ritirare, per lo stesso motivo, l'attaccante Marco Bernacci, fermato dal 'male oscurò quando sembrava avviato ad una brillante carriera nel Torino. E di una presunta depressione si era parlato anche per Casey Stoner, il giovane campione delle moto, ai box per un anno dopo il trionfo. Al di là degli attacchi di panico in piscina, pure Federica Pellegrini ha parlato in un suo libro di stati d'ansia pesanti. Sempre dall'acqua di una piscina Greg Louganis, tuffatore immenso, confessò il mal di vivere. O di miti dello sport mondiale come Bjorn Borg e Andre Agassi nel tennis o Marco Pantani nel ciclismo.  .

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